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tratto da: "IL MONDO DELLA BIRRA" - ANNO XII N° 124 Settembre 1994

Nella strategia commerciale e d'immagine dell'azienda gli impianti hanno un'importanza primaria.
L'aggiornamento è all'ordine del giorno.
La filosofia è anticiparei tempi: già dal 1981 fa un uso avanzato di computer.

Le iniziali che contraddistinguono un'azienda, nel volgere di un secolo, sono due: la G e la B. Quest'ultima sta per Bianchi, ed e il cognome di famiglia. La G invece, sottintende Giuseppe e Giovanni, due nomi propri per tre generazioni. Ma andiamo con ordine. La fondazione dell'azienda risale addirittura al 1896 da parte di Giovanni, capostipite, padre di Giuseppe, attuale manager, da alcuni anni affiancato dal figlio Giovanni. I Bianchi restano grossisti di vino fino al 1945. Ma nel dopoguerra si rendono conto che l'impostazione precedente era limitativa.

Negli anni Sessanta, in relazione alla prevendita che comincia ad essere effettuata nel segmento dei bar, anche la Bianchi comincia a subire il fascino della birra, le cui casse compaiono sempre più spesso nel retro e nelle cantine dei locali pubblici. Sembra un'avventura e lo è. La birra viene concepita, all'epoca, semplicemente come un complemento al vino. II primo rapporto è datato 1963 ed avviene con il marchio Splugen, e andrà avanti cosi fino al 1969, anno in cui entra in scena la Prinz Brau. E' una rivoluzione: le dinamiche di vendita si rinnovano e fa la sua prima apparizione il fusto, siamo nell'epoca dei banconi alla spina. Di entrambi i marchi, la Bianchi S.r.l., era, a quel tempo, concessionaria; nel raggio operativo di una trentina di chilometri intorno alla sede.

Nel 1975 arrivano gli impianti di Crystall Wuhrer. Nel 1978 l'azienda diventa anche concessionario Dab: è di quell'anno il salto dal fusto freddo al fusto caldo. Nel 1986 iniziano le importazioni: si tratta del marchio Hacker Pschorr per I'intera provincia di Bergamo e, parzialmente, anche per quella di Brescia. Nel 1991 il figlio Giovanni, subito dopo aver conseguito la laurea, entra in azienda. Nello stesso anno e su iniziativa dello stesso Giovanni inizia da parte della Bianchi l'importazione di San Miguel, per le intere province di Bergamo e Brescia.

Intanto ai fusti viene affiancata una vastissima gamma di speciali in bottiglia e viene creata una rete che include una decina di concessionari, soprattutto dislocati nella provincia di Brescia. La sede attuale dell'azienda (che include il primo magazzino e che tra poco tempo verrà raddoppiata, con la costruzione di un secondo capannone) si estende su oltre 5.000 metri quadrati coperti, oltre a 15 mila scoperti. Lo staff operativo comprende: due contabili, tre segretarie, due magazzinieri, dieci autisti e quattro stagionali con una disponibilità di otto camion. Il porta a porta, praticato da molti anni, e portato avanti da un addetto con un camion riservato a questa incombenza.

Nelle nostre valli, afferma Giovanni Bianchi, e cioè la val Camonica, la val Seriana, la val Cavallina, la val Brembana, la val Caleppio e la val Trompia, la stagionalità è molto forte e incide sensibilmente sull'azienda. La birra attualmente rappresenta il 50 per cento del fatturato dell'azienda. Fatto cento il totale esclusivamente birrario, la spina rappresenta il 70 per cento. Hacker Pschorr e San Miguel costituiscono poi il 90 per cento dei volumi mossi dagli impianti, che sono a tutt'oggi circa 350, tutti di proprietà. Per l'impiantistica sono usati marchi Celli e Vin Service.

La manutenzione ordinaria, ci viene spiegato, è organizzata in questo modo: i lavaggi sono effettuati dai venditori, secondo un calendario personalizzato, poiché non tutti gli impianti abbisognano dello stesso numero di lavaggi. Gli interventi urgenti vengono effettuati immediatamente, grazie all'impiego di telefoni cellulari in azienda, che consentono velocità di intervento. Gli impianti hanno oggi, nella strategia commerciale e d'immagine della Bianchi, un'importanza primaria e fondamentale. A tale proposito si seguono e si tengono costantemente corsi di aggiornamento.

Una delle caratteristiche di questa azienda è la capacità, non solo di stare al passo con i tempi, ma addirittura di anticiparli. Già nel 1981 la Bianchi installò i computer IBM Serie 1 ed il programma per la distribuzione è stato praticamente creato su misura della esigenze dell'azienda. L'informatica è qui ritenuta importantissima e fondamentale per la gestione degli impianti.
Non fa difetto neppure la previdenza: è sempre pronto in magazzino, per eventuali necessità, un motore di riserva per ogni classe di potenza. Sempre in tema di spillatura, alcuni impianti sono riservati esclusivamente alle feste birrarie.

Per informazioni: info@bianchibeverage.com